Sembrava una felicità

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    • Titolo: Sembrava una felicità
    • Autore: Jenny Offill
    • Editore: NN Editore
    • Data di pubblicazione: 19 Marzo 2015

Non voglio sposarmi e non voglio avere figli. Voglio diventare un mostro d’arte, sono troppo in gamba per essere etichettata solo come brava moglie e buona madre. Questo sembrerebbe essere il mantra di questa giovane donna, convinta che probabilmente le due cose non possano coincidere e quindi preferisce mettere se stessa prima di tutto il resto. Mai sottovalutare le conseguenze dell’amore però, perché questo arriva all’improvviso e quasi ci prova gusto a spazzar via tutti i piani che avevi fatto, tutti i progetti che avevi immaginato e gli obiettivi che ti eri prefissata. Nel giro di poco tempo quella donna che non voleva finire come la stragrande maggioranza delle altre si ritrova moglie e madre. Una maternità che aveva cercato dopo un primo aborto, ma che finirà per farla sentire incapace di prendersi cura di sua figlia e soprattutto sempre più sola, impaurita di varcare la soglia di casa sua con quel fagottino che da quando è arrivato dipende in tutto e per tutto da lei. Come se non bastasse anche il suo matrimonio, che all’apparenza aveva solidi basi rispetto a quello degli altri, inizia a vacillare e sgretolarsi dopo il tradimento del marito che ha preferito, come le più classiche delle storie, una ragazza più giovane di sua moglie.

E pensare che aveva messo da parte tutte le sue ambizioni personali per ritrovarsi incastrata in una routine che lei avrebbe detestato con tutte le forze e che non procede neanche per il verso giusto, verso quella felicità per cui tanto aspira. Da una parte bisogna iniziare e capire come si intende procedere, buttare tutto all’aria o salvare il salvabile? La seconda opzione è la scelta più giusta per lei, che nonostante tutto prova a rimettere insieme i cocci del suo matrimonio e capire che direzione far prendere da ora in avanti alla sua vita.

Certo, è una storia già sentita troppe volte. Storia di felicità iniziale, dolore improvviso e finale rinascita con l’affermazione si sé. Cosa rende Sembrava una felicità diverso da tutto ciò in cui ci siamo imbattuti fino ad oggi? La struttura narrativa. Lo stile con cui la Offill racconta la storia di questa donna è innovativo, curioso e ipnotico. I capitoli sono molto brevi e la narrazione è un susseguirsi di citazioni, frasi brevi stile aforismi, pensieri intimi che si alternano a pensieri esterni. Può sembrare caotico o difficile da seguire, ma è un caos apparente che ricalca la condizione in cui versa la nostra mente, un flusso intermittente di pensieri che però trovano facilmente la linea guida narrativa.

Leggi la recensione sul blog Io Leggo-Io Donna del Corriere della Sera

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