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L’invenzione della madre

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    • Titolo: L’invenzione della madre
    • Autore: Marco Peano
    • Editore: Minimum fax
    • Data di pubblicazione: 29 Gennaio 2015
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Si è mai preparati alla morte? La domanda arriva a fine lettura, chiedendoci se e come ci si possa preparare ad un evento del genere. Consapevoli di non essere immortali e doverci fare i conti tutti, nessuno è mai preparato alla morte. Non ci sono istruzioni per l’uso e non hanno ancora stilato il decalogo delle dieci regole per prepararsi meglio a morire. Quindi la risposta è no. Non è pronto chi ha avuto sentenza di morte e non lo è chi accanto al proprio caro è deciso a vivere con lui quell’incubo.

Quando la madre di Mattia ritorna dall’ospedale, lui e il padre hanno la consapevolezza che l’inferno dovranno viverlo sulla propria pelle, visto che per la madre non ci sono più speranze. E pensare che anni prima era riuscita a liberarsi di quell’orrore. Un controllo di routine, una diagnosi di cancro e un intervento immediato che l’avevano portata a eliminare quel mostro che si era appropriato senza permesso del suo corpo. C’è un periodo di tempo in cui il cancro può ripresentarsi, quindi bisogna stare attenti e sottoporsi regolarmente a tutti i controlli necessari. Superato questo, secondo i medici il pericolo di una recidiva è scongiurato. Sembra. Si vede che la madre di Mattia rientra nei casi rari, visto che sei anni dopo il cancro si ripresenta, stavolta più forte e in una zona meno accessibile, dove i medici hanno più timore ad intervenire. In casi del genere si tenta il tutto per tutto visto che in palio c’è la vita, la sopravvivenza.

La regola è molto semplice, se un medico dà speranze è un medico buono, se non le dà è cattivo.

Non si era arresa, lo aveva combattuto di nuovo, ma stavolta dalla battaglia col mostro era uscita sconfitta. Per Mattia e suo padre tutto questo si traduceva con l’intenzione di far trascorrere  al meglio alla madre gli ultimi mesi che le restavano, provando a trasformare quell’assurda situazione in normalità. Una quotidianità che li aveva portarti a modificare casa loro in una succursale di una stanza d’ospedale, di conoscere termini medici incomprensibili ai più ma da loro usati con una naturalezza disarmante e ad avere sul pc un documento word con tutti i medicinali da usare. La vita di Mattia è come annullata, tutto si fa in funzione delle esigenze della madre, a distrarlo solo il suo lavoro in videoteca e le ore trascorse con la sua fidanzata.

Chi muore viene spesso accusato di una colpa assurda, quella di volersene andare.

Chi ci è passato lo sa. Accusare qualcuno, trovare una spiegazione logica, incanalare il dolore in rabbia è quasi un processo fondamentale che fa parte dell’elaborazione del lutto, e che porta a volte ad accusare stesso chi morto ad averci lasciato in una situazione più grande di noi che facciamo fatica a gestire. L’invenzione della morte non è un libro sulla perdita di un genitore, è sul percorso che ti porta a questo, sul dolore che ne deriva e sulla rabbia che si scatena. Un libro che grazie ai capitoli brevi e la narrazione in terza persona, ammalia il lettore e lo cattura tra le righe. Delicato e al tempo stesso emotivamente potente rientra nella categoria libri assolutamente da leggere che difficilmente si dimenticano.

 

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