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#8Marzo

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Sono sincera, ricorrenze come San Valentino o la festa della donna non mi piacciono, le trovo inutili e certe volte ridicole. Non uscirò questa sera con della amiche a festeggiare il mio essere donna e tanto meno aspetterò impaziente che qualcuno oggi mi regali una mimosa, da anni simbolo di questa ricorrenza. La retorica potrebbe farmi dire che non si è donna una volta l’anno ma lo si è per tutto l’anno, ed è vero. A differenza della festa degli innamorati che è solamente una trovata commerciale, la festa della donna ha però un pizzico di serietà in più, permette di accendere i riflettori sulla donna, fare il punto della situazione, vedere a che punto siamo e soprattutto vedere cos’altro c’è da fare. Come sopra, ribadisco che tutto l’anno dovremmo occuparci di questa questione e non ricordarcelo solo una volta l’anno.

Lo scorso anno ho letto il saggio “Dovremmo essere tutti femministi” edito Einaudi, della scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie di cui ho postato il video del suo intervento che invito a vedere. Trenta minuti che valgono la pena di essere visti, oggi, nella ricorrenza della festa della donna, per ribadire l’importanza di essere femministi.

Le differenze tra uomini e donne esistono ancora e si fanno sentire; trattiamo i ragazzi diversamente dalle ragazze già da quando sono bambini, alle femmine inculchiamo il concetto che non devono essere aggressive, competitive, toste perché è più un atteggiamento maschile, e questo una volta cresciute potrebbe intimidirli, o farli sentire minacciati. Catastrofe se la donna guadagna più dell’uomo, questo potrebbe mettere in discussione la sua virilità, infondo è l’uomo che deve provvedere alla famiglia, è l’uomo che porta i soldi a casa, è l’uomo a portare i pantaloni. In campo lavorativo è una dato di fatto che per uno stesso impiego le donne guadagnano meno degli uomini, quindi che il politico di turno si affanni per le quote rosa a me poco interessa fino a quando il mio valore non sarà riconosciuto al pari di quello di un uomo: circa il 52% della popolazione mondiale è di sesso femminile, ma la maggior parte delle posizioni di potere e prestigio sono occupate da uomini. Smettiamo di credere che l’unica ambizione della donna sia il matrimonio o che una donna possa essere considerata tale solo se anche madre.

La campagna #HeForShe (io ho già aderito, fatelo anche voi) lanciata da Emma Watson merita una menzione. Ho letto l’intervento fatto dall’attrice al quartier generale delle Nazione Unite, un discorso durato una decina di minuti che sintetizza perfettamente lo spirito della campagna. Quella della differenza uomo-donna è una questione di genere, una disparità che si deve abbattere nel bene e nell’interesse di entrambe le parti, perché essere femministi non vuol dire odiare gli uomini o fare una crociata contro di loro, ma semplicemente arrivare a un’uguaglianza sociale, economica e politica.

Solitamente parlo di libri, ma oggi un piccolo off topic meritava di essere fatto. Se però vogliamo restare in tema vi consiglio tre libri in tema.

  • Dovremmo essere tutti femministi. (Einaudi) Chimamanda Ngozi Adichie già citato all’inizio dell’articolo.
  • Perché ci odiano. Mona Elthahawy (Einaudi). Affronta la condizione della donna nei Paesi Arabi partendo dalla personale esperienza dell’autrice.
  • Sii bella e stai zitta. Michela Marzano (Mondadori). La filosofa analizza la situazione della donna nella società civile italiana.

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