Lettori si cresce

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  • Titolo: Lettori si cresce
  • Autore: Giusi Marchetta
  • Editore: Einaudi
  • Data di pubblicazione: 17 Marzo 2015

Quando ho detto di voler leggere questo libro il mio libraio, stupito, mi ha detto: “Questo è un libro per invogliare i ragazzi a leggere, tu sei grande e poi sei già lettrice”. E’ vero ormai sono cresciuta e sono una lettrice, anzi una di quelle che i dati Istat considerano “lettori forti”, quel 14% più potente del mercato editoriale a quanto pare.

Il libro è pensato soprattutto per un pubblico giovane ma è anche indirizzato verso chi non è lettore, mentre chi lettore lo è già potrebbe trovare utili spunti di discussione e idee valide per far avvicinare gli altri al mondo dei libri.

La nostra non deve essere una crociata, imporre la lettura non è la strada giusta da percorrere, mostrare quello che la lettura ha da offrire sì. Personalmente mi sono ritrovata tanto tra le righe di “Lettori si cresce”; ho iniziato anche io dai fumetti che come l’autrice portavo sempre con me, anche se sapevo che non li avrei letti dovevano essere nel mio zainetto e al primo momento di noia avrei potuto prenderli e leggerli. Crescendo ho lasciato i fumetti che custodisco ancora gelosamente, per passare ai libri, prima quelli più adatti alla mia età e poi via via sempre più complessi. Ho passato l’adolescenza con mia madre che mi diceva “non leggere tanto che si rovinano gli occhi” o ” invece di stare sempre a leggere esci un po”, come se l’uno escludesse l’altro.

Se dico che questo è un libro che anche i più grandi possono, anzi dovrebbero leggere, è perché mette per un attimo da parte la retorica leggere è bello, leggere è importante, leggere ti forma e spiega concretamente il modo ma soprattutto a chi spetta far crescere il lettore. Il punto: chi forma il lettore? E’ qui che entrano in campo gli insegnanti che potrebbero riformare i tradizionali programmi didattici e dedicare delle ore settimanali ai libri leggendoli in classe con gli alunni e spronarli a riflettere in modo che si facciano delle domande su ciò che si è letto. Se a un ragazzo non viene mostrato quello che la lettura può dargli con che speranze si può pensare che inizi a farlo da solo? L’autrice stila una sorta di decalogo, non come a suo tempo lo fece Pennac per il lettore, ma per chi il lettore lo deve formare. Insegnanti, genitori, librai o chiunque altro voglia assumersi tale responsabilità deve far avvicinare il non lettore al libro e mostrargli che la lettura è un aspetto realmente importante della nostra esistenza, talmente importante da essere irrinunciabile. Deve diventare una passione, di quelle sane, che con il tempo non si può farne a meno, che porta a scegliere da solo i libri e una volta terminati cercarne altri; deve far venire voglia di trovare se stessi nelle storie narrate ma anche argomenti che sono distanti anni luce dal proprio modo di essere e pensare. La lettura deve essere abitudine e come tale una volta appresa non può essere dimenticata; facciamo in modo che la lettura non sia più l’eccezione, bensì la regola.

 

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