L’analfabeta

analfabeta

Non fa mai niente. Continua a leggere. … D’altro non sa far niente

Il tratto caratteristico della scrittura della Kristof è l’essenzialità; e in questo libro di poche più di cinquanta pagine è riuscita a riassumere la sua vita. La difficoltà di essere in una modesta famiglia di in un paese come l’Ungheria, da cui fu costretta a fuggire, e il racconto del suo amore per la lettura e scrittura. L’amore per la scrittura nato precocemente a quattro anni, quando leggeva tutto ciò che gli capitasse tra le mani e quello della scrittura iniziato durante il periodo del collegio quando scriveva e allestiva poi piccoli spettacoli teatrali. Già all’età di nove anni quando si trasferì un una città di frontiera dovette abbandonare la sua lingua madre per il russo, che divenne obbligatorio nelle scuole e gli stessi professori dovettero affrontare dei corsi intensivi; quando poi abbandona definitivamente la sua terra d’origine per andare in Svizzera la Kristof deve adottare una nuova lingua, questa volta il francese, con cui affronta “una lotta accanita e lunga, che di certo durerà per tutta la mia vita. Parlo il francese da più di trent’anni, lo scrivo da vent’anni, ma ancora non lo conosco” . Credo che questa lettura faccia comprendere meglio le opere di questa lettrice, il perché della sua scrittura scarna, amara, toccante e cruda.

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